Semplificare: una lezione dagli alberi di Mondrian

Quanto amo sentirmi leggera.

Eliminare oggetti che non uso più. Cancellare una voce dalla lista di cose da fare (perché l’ho fatta o perché mi sono resa conto che non è questo il momento di sprecare energie su quella specifica attività). Disiscrivermi da una newsletter che non sto più leggendo.

Percepiamo leggerezza quando abbiamo meno pensieri, quando arriva la primavera e non abbiamo un piumino addosso, quando ci siamo liberatə delle cose inutili, delle perdite di tempo e delle cianfrusaglie.

Per sperimentare la leggerezza dobbiamo però praticare un’azione. Le azioni sono descritte bene dai verbi e il verbo che ispira questo post è “semplificare”.

Semplificare è una bellissima parola che mi porta alla mente i dipinti di Piet Mondrian, il pittore olandese famoso per le sue griglie di rettangoli gialli, rossi e blu, inseriti all’interno di cornici nere. Non sono però le sue immagini più famose a tornarmi in mente ora ma tre dipinti, forse meno conosciuti, che raffigurano altrettanti alberi.

Il primo lo dipinge in maniera realistica: la corteccia è ruvida, i rami si aggrovigliano l’uno sull’altro. È L’albero rosso del 1908.

L'albero rosso, Piet Mondrian, 1908, olio su tela, Gemeentemuseum Den Haag, L'Aia

Ne L’albero grigio (1911), Mondrian cambia il suo modo di dipingere: i rami si trasformano in linee scure intrecciate le une sulle altre, le superfici del tronco e della terra sono ora solo pennellate accennate. È iniziato un percorso che, attraverso il cubismo, condurrà l’artista verso l’astrattismo.

Il mio preferito però è il terzo, Melo in fiore del 1912.
Linee nere e pure macchie di colore, l’albero si intuisce, ma solo vagamente perché si è scomposto nei suoi elementi essenziali, rami come linee, foglie come forme colorate, e si fonde con la terra e con il cielo.

Un perfetto processo di semplificazione.

“L’aspetto delle cose in natura cambia, ma la realtà rimane costante.”

Piet Mondrian

I dettagli del primo dipinto si evolvono nelle forme astratte dell’ultimo, in un processo di semplificazione che mira ad eliminare tutto quello che non è necessario per cercare un altro tipo di espressione della natura, un’espressione più pura e completa, secondo le parole dell’artista:

“Se desideriamo rappresentare in modo completo la natura siamo costretti a cercare un’altra espressione plastica. Ed è proprio per amore verso la natura e la realtà che evitiamo la sua apparenza naturale.”

Piet Mondrian

Mondrian portò avanti questo processo nella sua ricerca artistica fino a raggiungere le griglie colorate che tanto ricordiamo, ma credo che lo stesso procedimento potrebbe essere applicato nella tua vita quotidiana, in casa come al lavoro, traendone grandi benefici.

Fermandoti un momento a pensare.

Semplificare nella vita di tutti i giorni

Forse ti renderai conto che tante procedure potrebbero essere semplificate sul lavoro per raggiungere lo stesso risultato in meno tempo e con meno sforzi.

La stessa cosa potrebbe avvenire riconoscendo, negli spazi in cui vivi, quegli oggetti dimenticati che non utilizzi più perché sono rotti, che conservi perché ti sono stati regalati ma che non ti piacciono affatto, i libri comprati che non hai mai letto. Potresti pensare di eliminarli, dando loro una nuova vita: regalali ad un amico, donali a qualcuno che ne ha necessità, recuperali in maniera creativa… Le possibilità sono tante!

Prova ad essere come il “Melo in fiore” di Mondrian: elimina i pensieri e le preoccupazioni inutili nel lavoro e qualche oggetto di troppo nella vita di tutti i giorni. Guadagnerai tempo e serenità per fare quello che ti piace.

Puoi semplificare i tuoi processi e la tua vita un passo alla volta e se vorrai, posso essere io la tua guida: iscriviti alla newsletter per ricevere altre ispirazioni e consigli di organizzazione

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Chiara Battaglioni
Chiara Battaglioni
Ciao, sono Chiara Battaglioni e lavoro a fianco dei freelance per allenare le loro capacità organizzative tramite consulenze individuali personalizzate e percorsi formativi. Contribuisco a diffondere la cultura dell’organizzazione personale sul lavoro, attraverso il podcast Work Better e il lavoro che svolgo per APOI, l’Associazione dei Professional Organizers italiani, di cui sono associata Senior e membro del consiglio direttivo.