L’articolo di oggi è un estratto di uno dei capitoli di “Tu-do-list?”, il corso online per imparare a progettare in autonomia il tuo sistema di liste e organizzarti meglio sul lavoro.

Il corso, che sarà presto disponibile e acquistabile sul mio sito www.chiarabattaglioni.it, è pensato per chi, come un giocoliere, si affanna ogni giorno a tenere in equilibrio lavoro e vita privata, clienti e progetti, due o più lavori contemporaneamente.

Se vuoi essere il primo a conoscere le novità e a ricevere la promo di lancio del corso online, fammelo sapere compilando questo form.

E ora ti spiego la più vera tra tutte le verità.

Come i rotoloni della pubblicità, anche una to-do-list, se progettata bene, non finirà MAI.

E questo non è affatto un male! 😉

 

To-do-che? Prima la definizione

 

Dal Vocabolario online Treccani:

 

“Foglio di carta, in origine in forma di lunga striscia, poi in genere di qualsiasi formato, che contiene una serie ordinata di nomi o di altre indicazioni; quindi, comunem., nota, elenco”

 

La definizione di lista è molto ampia e lascia spazio a tante possibilità.

Ma credo di non sbagliare nel dire che se ti dovessi chiedere di pensare a una lista, una qualsiasi, la prima che ti verrà in mente sarà una to-do-list, ovvero la lista delle cose da fare. Oppure quella della spesa. Ci ho azzeccato? 😉

 

To-do-list e lista della spesa sono liste a tutti gli effetti.

Conosciute e molto utilizzate. Forse non sempre correttamente, ma tutto sommato, essendo liste molto intuitive nel loro utilizzo, sono strumenti organizzativi che risultano alla portata di tutti, senza troppe spiegazioni.

Prima di entrare nel vivo della creazione del tuo personale sistema di liste, vorrei però riprendere in mano la definizione del vocabolario, per indicarti quelle che sono le caratteristiche che una lista deve avere per essere considerata tale.

 

  • “Qualsiasi formato” – quando ti accingi a creare una lista, il formato e lo strumento che sceglierai per ospitarla (un taccuino, un file excel, un’app sul cellulare) è MOLTO meno importante di quel che potrebbe sembrare in un primo momento. Ciò che conta è la logica che ti ha suggerito di creare una lista con quel nome specifico (per es. “Lavoro” piuttosto che “Personale”) e del significato che lega gli elementi contenuti.

 

  • “Una serie ordinata” – gli elementi di una lista si susseguono uno dopo l’altro secondo un criterio, un ordine, un collegamento che li rende tutti parte di uno stesso insieme. Quali sono gli insiemi importanti per te, questo è proprio quello che ti aiuterò a scoprire.

 

  • “Nomi o altre indicazioni” – una lista può contenere una serie di nomi singoli (per es. la lista degli “invitati alla tua festa di compleanno“) oppure altre indicazioni (come per esempio le “cose da fare”, vere e proprie attività che potrai descrivere, non solo con sostantivi singoli, ma con verbi e frasi di senso compiuto).

 

Una lista è pertanto un insieme di elementi tenuti insieme da un collegamento logico che solo tu puoi definire, in base alle tue necessità, al tipo di lavoro che svolgi, alla persona che sei e alle informazioni che per te sono importanti.

 

E ora ti dirò quello che, forse, non avresti mai voluto sentirti dire.

Una lista, specie se una lista di cose da fare, non potrà MAI essere completata.

A meno che non si tratti di un progetto (e relative cose da fare) a termine. Come per esempio un evento, un matrimonio, una procedura che si replica costantemente nel tuo lavoro.

Per tutti questi casi, esistono le checklist.

Che si differenziano dalle liste proprio per la loro natura “conclusiva”.

Una checklist la puoi (e la devi) depennare fino in fondo.

 

Una lista, invece, è un contenitore, niente di più, niente di meno.

Che si riempie e si svuota regolarmente, ma difficilmente arriverà al suo esaurimento.

In quel caso vorrebbe dire che avresti smesso di lavorare, di produrre, di creare.

Ti faccio l’esempio di una to-do-list molto classica che potresti usare al lavoro e chiamare, semplicemente, “LAVORO”.

Immagina di riempirla con le cose che devi fare in questo momento.

Ti sembreranno tante o poche, non importa. Comunque inizierai a farle.

Mano a mano che procederai con il lavoro, alcune attività verranno depennate dalla tua lista, mentre altre nuove azioni richiederanno la tua attenzione a seguito del lavoro appena concluso.

È così che funziona. Ed è questo il bello, non solo del nostro lavoro, ma anche della vita in generale. Qualcosa finisce e qualcosa inizia, il circolo si ripete e noi continuiamo a creare e a produrre servizi, contenuti, prodotti per il nostro lavoro.

Se arrivassimo davvero alla fine di una lista del genere, significherebbe che avremmo finito tutto quello che volevamo fare, scrivere, dire. Che gusto ci sarebbe?

Per cui, dimentica l’ansia del tipo “nemmeno oggi sono riuscito a finire la mia lista di cose da fare”.

Non succederà tanto facilmente. Ma è giusto che sia così.

 

Nel corso ti mostrerò però che esistono anche le liste che è possibile finire 🙂
Vuoi sapere quando sarà possibile acquistare il mio corso online “Tu-do-list?”? Compila il form e avrai mie notizie molto presto!

 

No Comments

Post a Comment