Venerdì 1 giugno 2018.
Campionato NBA, gara 1 della serie finale, quella che si concluderà con la proclamazione del vincitore del campionato di basket più straordinario di sempre.

La gara vede affrontarsi due team d’eccellenza: da un lato i Cleveland Cavaliers, capitanati da quello che è al momento il miglior giocatore al mondo, Lebron James, dall’altro i Golden State Warriors, “la squadra più completa e fornita di talento di sempre”.

Mancano 5 secondi alla fine della partita.
Cleveland è sotto di un punto ma subisce fallo e va in lunetta per tirare due tiri liberi.
Il primo è canestro e porta Cleveland in pareggio.
Il secondo rimbalza sul ferro, ma viene prontamente afferrato da un componente della squadra, J.R. Smith, che ha così modo di tirare e portare Cleveland in vantaggio allo scadere del tempo.

Un soffio di speranza per i Caveliers, che viene presto spazzato via, nel momento in cui J.R. Smith, dimenticandosi di essere in pareggio e pensando di avere un punto di vantaggio su Golden State, schizza via dall’altra parte del campo per allontanare quanto più possibile la palla dagli avversari.

Tra gli sguardi attoniti di compagni, avversari e pubblico, Lebron James si sbraccia per indicargli l’errore ma ormai è tardi: una volta accortosi di quanto sta accadendo, J.R. Smith lancia la palla a un compagno che tenta un tiro impossibile, ovviamente mancando il canestro, e portando i Cleveland Cavaliers prima ai tempi supplementari e poi alla sconfitta della partita.

 

Errore (umano)

 

Inutile dire cosa sta girando su internet a proposito di quanto ti ho raccontato.
La mia amica Valentina, appassionata di questo sport, l’ha definito “un errore da minibasket, e forse neanche”, Sky, nella sezione del sito NBA Italia, ne parla come di “un dramma sportivo nel senso più pieno del termine, uno degli errori elementari più clamorosi mai visti nello sport contemporaneo”.

Nemmeno i meme si risparmiano. Vedi quelli della pagina Facebook “La giornata tipo”.

 

lebron james e jr smith

È assurdo pensare che a un livello professionistico così alto, in una delle partite più importanti della stagione, un giocatore stra pagato come J.R. Smith possa compiere un errore così grossolano.

Eppure è successo. E quanto accaduto non è poi così incredibile se si pensa che un giocatore di basket è pur sempre una persona, umana nei suoi errori e nelle sue debolezze, e che giocare una finale NBA non è di certo una passeggiata di salute, ma un vero e proprio lavoro, con tutto lo stress che ne consegue.

Ecco perché non mi sento di giudicare J.R. Smith, anzi.
Penso che ogni freelance, in questo periodo, si senta un po’ come lui.
Confuso, carico di aspettative e di lavoro, vicino a un traguardo (forse un po’ di riposo) che si intravede in lontananza.

Non capita anche a te, ora che è giugno e inizia a fare caldo, di sentirti spesso stanco, senza voglia di lavorare, in costante lotta per chiudere i cerchi che sono rimasti aperti prima di staccare tutto e (tentare di) goderti le meritate vacanze?

Il triage: un metodo per affrontare le emergenze

 

Il triage (termine francese che indica «cernita, smistamento») è un sistema utilizzato per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni secondo classi di urgenza/emergenza crescenti, in base alla gravità delle lesioni riportate e del loro quadro clinico. Per estensione, la tecnica del triage, di competenza infermieristica, viene messa in opera ogni qual volta è necessario smistare una serie di utenti che chiedono un servizio verso gli operatori opportuni.

Fonte: Wikipedia

 

In ambito sanitario, il triage nasce proprio per rispondere alla necessità di identificare in tempi molto rapidi e in uno stato di emergenza l’ordine di prioritá con cui effettuare l’assistenza a chi è in pericolo di vita, posticipando le cure a chi si trova in condizioni meno gravi.

É a tutti gli effetti una pratica di smistamento basata sull’identificazione delle priorità utile a pianificare il lavoro successivo, massimizzando le energie su ciò che é più importante e minimizzando il rischio di perdite di tempo su ciò che può essere rimandato a un momento successivo senza gravi danni alla salute del paziente.

E allora mi chiedo: é possibile applicare il metodo del triage al nostro lavoro in questo periodo in cui ci affanniamo a chiudere i cerchi aperti prima della tanto attesa pausa estiva?

Il triage per organizzare il lavoro prima delle ferie

 

L’output dell’attività di triage é l’assegnazione di un codice colore al caso clinico in base alla gravità dello stato di salute del paziente.
E se applicassimo questi codici colore alle attività che dobbiamo ancora concludere in questo momento?

Ecco come fare.

Prendi carta e penna.
Stila una lista di tutti i compiti e le attività in sospeso che pensi di dover portare a termine prima della chiusura estiva.
In questa fase sentiti libero di inserire tutto, ma proprio tutto. Usa la tecnica del brain dump per svuotare la mente e creare la tua lista di compiti da smistare.

Armati di pennarelli: uno rosso, uno giallo, uno verde e per il codice bianco puoi disegnare con la penna un cerchio vuoto.

E ora inizia a smistare.

Codice rosso: la massima urgenza

Hai una scadenza da rispettare con un cliente? Devi preparare le slide per un intervento che presentarai in pubblico in una data già fissata? Nella tua pianificazione annuale, hai inserito nella prima metà dell’anno un obbiettivo importante del tuo business che intendi raggiungere? Magari alcune attività di questo obiettivo sono propedeutiche ad altre che arriveranno dopo e che devono necessariamente essere fatte ora: per esempio, acquistare il dominio (se entro la fine dell’anno intendi essere online con il sito).
Il codice rosso ha prioritá su tutto: ogni giorno devi dedicare al codice rosso almeno metà del tempo a tua disposizione.

 

Codice giallo: importante ma non urgente

Ricordi la matrice di Eisenhower? Le attività importanti ma non urgenti si trovano all’interno del quadrante della pianificazione. Proprio perchè sono importanti per te dovrebbero avere la tua massima considerazione. Per cui, va bene le scandenze, ma i codici gialli sono le attività su cui dovresti davvero concentrare i tuoi sforzi prima della pausa estiva.

 

Codice verde: urgenza minore

Questo codice non richiede un’azione immediata. Le attività da codice verde potrebbero pertanto essere positicipate a dopo le ferie o magari delegate a qualcuno che potrebbe darti una mano. Tienile in considerazione, se PROPRIO, hai completato tutti i codici rossi e gialli, e se PROPRIO ci tieni ancora a lavorare in questi caldi mesi estivi.

Insomma… Proprio sicuro di non poterle posticipare al rientro?

 

Codice bianco: nessuna urgenza

I codici bianchi in Pronto Soccorso non dovrebbero essere considerati. Nessuna urgenza. Il paziente potrebbe tranquillamente rivolgersi al proprio medico. E allora ti chiedo: sei sicuro che questa attività dovrebbe occupare ancora un posto nella tua to-do-list? Spesso nella frenesia delle ultime settimane di lavoro non si dedica il giusto tempo per pensare e riflettere sul valore delle cose: per cui chiediti se vale davvero, ma davvero la pena, investire tempo ed energie in questi compiti da codice bianco.

 

Ora tocca a te…

 

Ritagliati una mezz’ora del tuo tempo per fare il triage al lavoro che hai in corso. A volte basta davvero poco: tempo per te e le domande giuste, per guidarti a riprendere il controllo del tuo lavoro a correre spensierato verso l’estate. Ma se ti serve una mano per fare chiarezza, scrivimi a ciao@chiarabattaglioni e prenota la tua ora di consulenza a distanza.

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