Happy Halloween!
Lo so, lo so, è una festa americana, non fa parte della nostra cultura, ecc.
Ma a me è sempre piaciuta tanto!

In realtà non lo festeggio molto, se non in pista di pattinaggio con i miei atleti più piccoli (e lì mi scateno con trucchi, travestimenti, scherzetti e dolcetti).
Così quest’anno ho deciso di dedicare il post di oggi ad Halloween.

Il tema? Ma ovvio. Le paure del freelance!

Quali sono? Come puoi affrontarle? L’organizzazione può aiutarti a superarle?
Leggi l’articolo e dimmi quali condividi.

 

I primi anni del freelance e la paura num.1

 

Nel preparare questo post, ho ri-ascoltato una diretta Facebook del Freelance Lab (il progetto della mia amica Francesca Manicardi aka Punto F) a tema paura. Se vuoi vederla integralmente la trovi qui.

Il Freelance Lab è un programma di mentorship che si rivolge ad aspiranti traduttori e interpreti freelance. Le “caviette” (così Francesca chiama le ragazze che partecipano al programma) hanno confessato una delle paure ataviche del freelance: quella di non essere adeguato, di non sentirsi all’altezza della situazione, del servizio richiesto dal cliente, di una nuova esperienza che potrebbe aprire le porte a nuove opportunità (per esempio l’invito a partecipare a un evento come relatore).

Soprattutto se si è ai primi anni di attività, la paura di non sentirsi adeguati colpisce (o ha colpito) un po’ tutti noi. In realtà questa paura ha un nome: è la “sindrome dell’impostore”.
E colpisce soprattutto le persone capaci (lo dice Anna Maria Testa quindi è vero).

Ecco di che si tratta:

“sindrome dell’impostore è un modo informale e non tecnico per definire la strana condizione mentale di chi, avendo ottenuto ampi e ripetuti riconoscimenti del proprio valore e una (meritata) dose di successo, di quel successo si sente indegno o immeritevole, e continua a sentirsi così nonostante ogni oggettiva evidenza contraria”.

Fonte: Anna Maria Testa, Nuovo e utile

Con la paura dell’impostore si deve imparare a fare i conti in fretta.
Accettiamo il fatto che se qualcuno ci riconosce un valore allora forse dovremmo farlo anche noi.
Magari solo con un semplice grazie.

 

La paura num.2 ha a che fare con i soldi

 

Forse la seconda paura più grande di ogni freelance (non solo di quelli alle prime armi) ha a che fare con la gestione economica e finanziaria del proprio business.
Guadagnerai abbastanza per pagare affitto, bollette e magari una vacanza la prossima estate?
Senza contare il panico da tasse. Perché quelle, quando arrivano, sono da pagare. Punto.
E se non hai abbastanza liquidità nel conto? Che si fa?

Per la paura dei soldi, l’organizzazione può aiutare. E tanto.
Purtroppo questa parte fondamentale nella gestione di un’attività di libero professionista è troppo spesso affrontata superficialmente. Le ragioni sono numerose e vanno dal timore di “non capirci nulla” e quindi “occhio non vede, cuore non duole” all’affidarsi a un commercialista nella speranza che sia lui a risolvere tutti i nostri problemi.
Niente di più sbagliato.

Conoscere i costi del tuo business (essere in regime forfettario e avere costi che vengono calcolati a forfait NON è una giustificazione per non sapere quanti soldi spendi nella tua attività) è fondamentale. Mettere da parte ogni mese una previsione delle tasse da accantonare è vitale per non andare in panico a giugno all’arrivo del riepilogo.

Risveglia la formichina che è in te ascoltando i consigli della commercialista Rosalia Di Muro nell’ultima puntata di Work Better. E se proprio pensi di essere un caso senza speranza, ti aiutiamo noi nel nostro workshop in aula “Partita IVA…Organizziamoci!” che si terrà a Bologna il 14 dicembre. Leggi cosa ha scritto chi ha partecipato.

 

Nuovi clienti all’orizzonte?

 

La ricerca di nuovi clienti spesso spaventa.
Ma se hai individuato i canali migliori per te (magari con l’aiuto di un professionista del marketing e della comunicazione) allora allena la tua costanza e con un po’ di pianificazione puoi, un passo dopo l’altro, raggiungere ogni risultato.

Ho recuperato per te una piccola raccolta di post del blog in cui parlo di come pianificare quando l’attività sembra troppo grande o troppo complessa:

 

Le novità, queste sconosciute

 

Ogni novità ci spaventa.
Ogni cosa da fare che non conosciamo ci sembra troppo difficile, una montagna impossibile da scalare… Spesso, una volta compiuto il primo passo e superata anche la paura di non essere all’altezza, l’impresa si rivela molto più fattibile di quel che inizialmente avevamo pensato.

È stato così per me al lancio di Work Better, il mio podcast dedicato all’organizzazione sul lavoro. Il giorno in cui ho pubblicato il primo episodio, lo ammetto, ho sentito ovunque i morsi dell’ansia.

Lo avevo pubblicato con la consapevolezza che “fatto è meglio che perfetto” e quindi nonostante le “p” sputacchiate troppo forte sul microfono, mi sono detta “dai, anche se con qualche imperfezione è più che accettabile, prova, al massimo nessuno lo ascolta!” e da quel primo episodio ne sono usciti altri 4 (e altri 8 ne usciranno prima di Natale) e ogni giorno gli ascolti aumentano e ricevo feedback positivi da parte di chi lo ha ascoltato 🙂

Ed è per questo che oggi, nel festeggiare Halloween, voglio festeggiare tutte quelle paure che ci hanno fatto muovere, che ci hanno dato quel sano calcio nel sedere e ci hanno spinto a provare nuovi percorsi, nuovi servizi e a diventare freelance migliori!

Happy Halloween a tutti!

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