L’organizzazione, da sola, non basta.

Organizzare, nel solo senso di “dare una struttura organizzata a qualcosa”, non può dare risultati in sé e per sé.
Tentare di “ordinare” una stanza sommersa di oggetti o un progetto di lavoro complesso ti darà solo un temporaneo e illusorio sollievo.

Perché l’organizzazione è solo una delle fasi di un processo che inizia molto prima.
O almeno, tale dovrebbe essere.

 

Il primo passo: la fase creativa

 

In una stanza piena di oggetti, il primo passo è quello di semplificare. Ridurre, operando una selezione, gli oggetti superflui, inutili, che non ti piacciono più.
Per un progetto di lavoro complesso, il primo passo è invece quello di dare libero sfogo alle idee che ti vengono in mente, per poi raccoglierle, interpretarne il significato e solo in un secondo momento elaborare un piano operativo.

 

Perché i progetti più complessi si arenano così facilmente o, peggio, non partono neanche?

 

Perché la prima fase, quella creativa, quella di generazione libera di idee, troppo spesso viene sottovalutata.
Si parte in quarta a pianificare, schedulare, delegare, e via dicendo.
Non fraintendermi.
Sono tutte pratiche “organizzative” valide, che ad un determinato momento di vita del progetto, DEVONO essere implementate. Ma non subito.

 

Prima dell’organizzazione ci deve essere consapevolezza; nel caso di un progetto di lavoro, la comprensione del problema e del processo.
Per raggiungere la comprensione del problema ci deve essere una visione ampia dello stesso.
Per avere una visione ampia si deve permettere alla mente di vagare, di generare ipotesi, anche sbagliate, circa le strade da prendere, le possibili soluzioni, i rischi e le strategie che un progetto complesso richiede.

 

È a causa di questo errore iniziale che il progetto tarda a decollare o prende presto una brutta piega.

 

A chi pensa che l’organizzazione sia qualcosa riservato ai pignoli, ai “precisini”, a quei colleghi noiosi e petulanti che corrono da un ufficio all’altro con il loro bel diagramma di Gantt, io dico: non è così.

 

L’organizzazione è tutto un fatto di creatività.
Perché è da lì che una buona organizzazione nasce.

 

La creatività è

un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.

Fonte: vocabolario online Treccani

 

Qualsiasi progetto, lavorativo e non, dall’organizzare l’annuale meeting aziendale a sistemare l’album di foto di famiglia, richiede in parte l’attivazione di un processo creativo.

Molto spesso però si avvia il progetto senza avere un’idea ben chiara della direzione da prendere e dei risultati attesi. Con conseguenti perdite di entusiasmo alla prima difficoltà, progetti arenati e/o risultati non soddisfacenti.

 

Cosa fare allora per superare questi ostacoli?

 

Il mio consiglio è quello di ritagliarti in calendario un’ora o due alla settimana da dedicare alla creatività, al brainstorming, alla generazione di idee (va bene anche se si è da soli!).
Un vero e proprio appuntamento con te stesso e con il tuo progetto.

E una volta lì? Che si fa?

Il mio secondo consiglio è di usare uno strumento perfetto per la raccolta di idee: la mappa mentale.

Ideata da Tony Buzan, si tratta di una rappresentazione grafica delle idee che ti vengono in mente legate a un determinato argomento, disegnato al centro di una pagina bianca.
È una tecnica che grazie all’associazione di testo, colori, collegamenti e simboli permette al cervello di sviluppare le sue potenzialità al massimo e ottenere così risultati sorprendenti.
 La puoi disegnare su un foglio di carta, su una lavagna o anche in digitale (io per esempio uso l’app Simple Mind Free).

 

Se vuoi approfondire la tecnica delle mappe mentali puoi consultare il sito ufficiale di Tony Buzan, in inglese) o leggere l’articolo che ho scritto per C+B.

 

È arrivato il momento di prendere in mano quel progetto che procrastinavi da tempo.
Sei pronto a prendere un appuntamento con te stesso?

Fammi sapere come è andata nei commenti!

No Comments

Post a Comment