Cronotipo e sincronia: il “quando” conta

Time isn’t the main thing. It’s the only thing.

Miles Davis

 

Il tempo é tutto.
Lo sappiamo bene, noi freelance, che in 24 ore al giorno, 168 in una settimana, dobbiamo far convivere clienti e marketing, amministrazione e new business, formazione e aggiornamento.

Spesso è proprio lo studio a pagarne le conseguenze peggiori: sempre di corsa tra le tante cose urgenti, rimandiamo quelle importanti.
Questa volta però sono davvero soddisfatta di aver dedicato a un libro, “When” di Daniel Pink, l’attenzione e la concentrazione che meritava.

 

Un libro sul tempismo, non sul tempo

Daniel Pink é statunitense e ha già scritto quattro libri diventati velocemente New York Times bestellers. Tra questi il più noto é Drive: The Surprising Truth About What Motivate Us.

In questo articolo, però, voglio parlarti di When: The Scientific Secret of Perfect Timing.

Nel mio lavoro di professional organizer, il fattore tempo è quasi sempre centrale.

Come gestirlo al meglio? Come averne di più da dedicare alle cose che ami? Questi sono temi all’ordine del giorno nelle mie consulenze.

Ho letto molti libri che parlano di tempo, ma questo è il primo che non si concentra solo sul concetto di tempo in sé, quanto sulle tempistiche e sul tempismo, ovvero sul “quando” fare le cose. Un interessante cambio di prospettiva.

Proprio come la letteratura “how-to” che popola gli scaffali delle librerie e che spiega COME fare questo e COME fare quell’altro, il libro di Pink è un vero e proprio “when-to book”, ovvero ti mostra come e quanto il QUANDO influisce sui risultati delle tue attività.

Perché gli inizi sono importanti?

Come si fa a ripartire in un progetto se commetti un errore ai blocchi di partenza?

Perché raggiungere il punto intermedio – di un progetto, ma anche della vita – a volte demotiva e altre rinvigorisce?

Perché ci sono conclusioni, finali, che danno energia e vigore per arrivare al traguardo, mentre altre fanno rallentare e cercare il significato in quanto fatto?

Quali sono i segreti che permettono ad un gruppo di lavorare in sincrono e in armonia?

Queste sono le domande alla base dei capitoli del libro.

In questo post non ho la pretesa di affrontare tutto, ma vorrei condividere alcune considerazioni sulla giornata che credo possano tornarti utili nella pianificazione del tuo lavoro quotidiano.

 

La nostra unità di misura: il giorno

Per cominciare a capire come ottimizzare al meglio il tempo che hai a disposizione, la più semplice unità di misura da cui partire è la giornata, le 24 ore di un singolo giorno, fatto di ore di sonno, ore di lavoro, ore di… Ah, fai anche altro nella vita?! 🙂

In una ricerca della Cornell University condotta su 500 milioni di tweet, pubblicati da 2,4 milioni di utenti, in 84 paesi del mondo e in un lasso di tempo di 2 anni, è stato osservato il linguaggio utilizzato dagli utenti.
È stato analizzato quello che i ricercatori definiscono “positive affect” ovvero un insieme di sensazioni positive (il sentirsi attivi, coinvolti in quello che si sta facendo, condividere ottimismo e speranza), che si manifesta principalmente la mattina, con un calo nel primo pomeriggio, seguito da una ripresa nella serata.
La ricerca ha evidenziato che esiste un pattern, uno schema diffuso, basato sul tempo della giornata, il quale influisce sul nostro modo di sentirci e di agire.

Gli effetti del tempo che passa sono stati indagati anche rispetto alle nostre abilità cognitive, le quali non restano stabili durante il giorno, ma fluttuano, molto più di quello che potremmo pensare. Per tale motivo i risultati che otteniamo dipendono molto dal tipo di attività che stiamo eseguendo in un determinato momento.

 

The best time to perform a particular task depends on the nature of the task.
[…] When we wake up, our body temperature slowly rises. That rising temperature gradually boots our energy level and alertness – and that, in turn, enhances our executive functioning, our ability to concentrate, and our power of deduction.
[…] Alertness and energy levels, which climb in the morning and reach their apex around noon, tend to plummet during the afternoons. And with that drop comes a corresponding fall in our ability to remain focused and constrain our inhibitions.

Ecco perché:

  • il mattino è più adatto a compiti cognitivi logici, come prendere decisioni, gestire negoziazioni ma..
  • la creatività e le capacità di innovazione sono più alte, paradossalmente, nel momento in cui non siamo al nostro meglio, rispetto ai nostri ritmi circadiani (quello che gli scienziati chiamano “innovation paradox”, le idee migliori possono arrivare anche quando siamo più rincoglionit3!)

 

Ma io non sono mattinierə!

É vero.
Ognuno di noi ha un suo cronotipo, ovvero segue uno schema circadiano personale che ne influenza il fisico e la psicologia.
Secondo il Munich Chronotype Questionnaire (MCTQ) di Till Roenneberg, famoso cronobiologo, esistono 3 categorie di persone:

  • le allodole, mattiniere (14% del campione);
  • i gufi, il loro esatto opposto (21% del campione);
  • e tutte le persone che si trovano tra questi due estremi (65%) che Roenneberg definisce “terzi uccelli”.

Gufi o allodole si nasce, non si diventa. Le ricerche hanno osservato alcune tendenze.

Chi nasce in autunno/inverno é più probabile che sia un’allodola; chi nasce in primavera/estate con buona probabilità sará un gufo.

Anche l’etá é indicativa: i bambini piccoli sono allodole ma si trasformano in gufi alla pubertà raggiungendo il picco intorno ai 20 anni per poi tornare indietro nel corso della vita.
Le donne sono più mattiniere, soprattutto nei primi anni della vita. Ma le differenze di sesso spariscono intorno ai 50 anni.

Il cronotipo ha, inoltre, una forte correlazione con la personalità dell’individuo.
Le allodole sono persone “gentili, produttive, introverse, coscienziose, accondiscendenti, costanti ed emozionalmente stabili”. Prendono iniziativa, sopprimono gli istinti e pianificano il futuro.
I gufi hanno tendenze più “oscure”: sono più aperti ed estroversi dei mattinieri ma sono anche più nevrotici, impulsivi, cedono alle emozioni, cercano il piacere e il godimento e vivono al momento.

 

Come sfruttare il cronotipo per pianificare le attività della giornata

Il tuo obiettivo deve essere quello di sincronizzare tre elementi: il tempo, il tuo cronotipo e il compito da fare.

What ultimately matters, then, is that type, task, and time align – what social scientists call “the synchrony effect”. For instance, even though it’s obviously more dangerous to drive at night, owls actually drive worse early in the day because mornings are out of synch with their natural cycle of vigilance and alertness.

Conoscere il tuo cronotipo e l’attività che devi svolgere ti permette di pianificare con maggiore consapevolezza le tue azioni, eseguendo i compiti più impegnativi durante i tuoi naturali picchi di energia.

Facile?

Non sempre. Ma io posso darti una mano.

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Chiara Battaglioni
Chiara Battaglioni
Ciao, sono Chiara Battaglioni e lavoro a fianco dei freelance per allenare le loro capacità organizzative tramite consulenze individuali personalizzate e percorsi formativi. Contribuisco a diffondere la cultura dell’organizzazione personale sul lavoro, attraverso il podcast Work Better e il lavoro che svolgo per APOI, l’Associazione dei Professional Organizers italiani, di cui sono associata Senior e membro del consiglio direttivo.