TROPPE INFORMAZIONI DAL WEB: il primo passo

Internet. Che mondo straordinario!

Tanta gente interessante, tante cose da leggere, video da guardare, foto da condividere…
Su Internet trovi di tutto: puoi imparare, divertirti, informarti, conoscere nuove persone.
C’è tutto, ma proprio tutto. Ed è fantastico!

Ma credo sia stato il web a farmi capire davvero cosa voleva dire mia nonna quando mi diceva che “il troppo stroppia”.

L’eccessiva libertà di poter scegliere in qualsiasi situazione tra molte soluzioni o prodotti diversi crea un paradosso nell’uomo occidentale che crede che più scelte ha più è libero e più è libero più è felice. In realtà troppe scelte rischiano l’effetto contrario, creano insoddisfazione e ci sottomettono alla loro tirannia.

                                        Sabrina Toscani, Organizzare Italia (leggi l’articolo)

 

Usiamo Internet ogni giorno per lavorare, informarci e imparare cose nuove ma questa motivazione, senza dubbio valida, molto spesso giustifica un accumularsi di link, nuovi siti, post da leggere e segnalibri nel browser, che, diciamocelo, sono ancora li in attesa di essere letti. Da quanto? E chi lo sa più ormai.

Marzo, lo abbiamo visto, è il mese ideale per semplificare: ho deciso perciò di partire da me e ridurre, in maniera consapevole, le mie fonti di informazione in rete, partendo (e lo faccio pubblicamente!) proprio da uno degli strumenti che uso più di tutti, la mail e le newsletter.

Le newsletter è un ottimo strumento per restare aggiornati sui canali che ci interessano, siano essi aziende, istituzioni, siti di notizie e/o professionisti che lavorano sul web. È una forma di contatto diretto con l’interlocutore, non costa nulla e molto spesso offre vantaggi concreti (anteprime, sconti, servizi dedicati); per questi motivi risulta cosí facile iscriversi a tante newsletter senza preoccuparsi sul momento se poi davvero ci interessano. Della serie, vediamo com’è e poi decideremo.

Poi il tempo passa e ci ritroviamo con 30 nuovi messaggi nella casella mail ogni giorno.

La prima volta che ho usato Unroll.me è stata una rivelazione. È un’applicazione web gratuita che individua per te, una volta inserito il tuo indirizzo di posta elettronica, tutte le newsletter a cui sei iscritto: il risultato è una più o meno lunga lista di siti dai quali puoi decidere di cancellare l’iscrizione, mantenere il messaggio nell’inbox o aggregarlo in un roll, ovvero un’unica mail, che ricevi una sola volta al giorno, che accorpa tutti i messaggi della giornata in uno solo.
Devo dire che un grosso lavoro di scrematura l’ho fatto la prima volta che l’ho utilizzato e continuo a farlo ogni volta in cui mi rendo conto che realmente non sono più in grado, per un motivo o per l’altro, di seguire quel sito e/o non mi interessa più.

Nonostante questo, ricevo ancora mail che realmente non leggo, cosa che mi innervosisce e mi distrae dalle altre che invece seguo e leggo con grande interesse: per questo motivo, avanti tutta con il tasto unsubscribe.

Ecco la foto della mia situazione, prima e dopo.

Oggi ho salutato alcune newsletter a cui ero legata affettivamente, come quella della Times Square Alliance o del MET, che mi ricordano tanto il periodo in cui ho vissuto a New York. Ricevere quelle newsletter mi faceva sentire ancora un po’ parte della Grande Mela, come se fossi ancora lì. Ora che però sono rientrata in Italia, credo sia giusto lasciare spazio a quello a cui sono più legata in questo momento.

Ed ecco che mi sento un po’ più leggera.

E tu? Te la senti di ridurre il carico delle informazioni che raccogli dalla rete?
Sei pronto a semplificare per fare spazio a quello che è davvero importante per il tuo lavoro e per i tuoi interessi attuali?
Raccontami come è andata nei commenti.

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Chiara Battaglioni
Chiara Battaglioni
Ciao, sono Chiara Battaglioni e lavoro a fianco dei freelance per allenare le loro capacità organizzative tramite consulenze individuali personalizzate e percorsi formativi. Contribuisco a diffondere la cultura dell’organizzazione personale sul lavoro, attraverso il podcast Work Better e il lavoro che svolgo per APOI, l’Associazione dei Professional Organizers italiani, di cui sono associata Senior e membro del consiglio direttivo.