Non avevo ancora dedicato un post del blog ai libri che leggo per lavoro.

E penso sia arrivato il momento di iniziare.

La lista che condivido con te oggi non è una raccolta dei “10 libri che devi assolutamente leggere per imparare a organizzarti sul lavoro” e nemmeno una raccolta dei testi da cui partire se vuoi diventare freelance.

Di seguito troverai solo alcuni dei libri che ho letto recentemente e che ho trovato utili per il mio lavoro, o in quanto freelance (indipendentemente dalla professione) o per imparare nuovi metodi e/o strumenti organizzativi.

Mi farebbe piacere se al termine dell’articolo, condividessi quelli hai trovato utili tu, per la tua formazione di freelance ma anche per migliorare la tua organizzazione personale sul lavoro.

 

“Non si può lavorare così” di Tony Schwartz

 

Non lo nascondo: ho acquistato questo libro di pancia principalmente per la  traduzione italiana del titolo. Il titolo originale è infatti “The way we’re working isn’t working” ovvero “il modo in cui stiamo lavorando non funziona”. Credo che il traduttore italiano abbiamo fatto un ottimo lavoro: “non si può lavorare così” rivela tutta la frustrazione che tante volte sento lamentare ai miei clienti che hanno avuto o che hanno tuttora esperienze lavorative come dipendenti di azienda.

 

La sensazione di perenne necessità che caratterizza la maggior parte delle aziende limita l’inventiva, la qualità, l’impegno e la possibilità di prendere decisioni serene e di realizzare prestazioni ottimali.

Tony Schwartz

 

L’autore sviluppa nel dettaglio metodi e strumenti per riportare in equilibrio i livelli di quelli che definisce “i quattro bisogni energetici fondamentali”: fisico, emozionale, mentale e spirituale.

Vincere lo stress per produrre e vivere meglio: ecco lo scopo di questo manuale che dovrebbe essere letto da ogni lavoratore, freelance o dipendente che sia, ma soprattutto da quei manager che hanno la possibilità di influenzare con il loro esempio l’operato di molti.

 

“The Smart Working Book” di K.L. Hartog, A. Solimene e G. Tufani

 

Ho scaricato qualche tempo fa questo libro perchè iscritta alla newsletter di Spremute Digitali, un magazine online ricchissimo di spunti e riflessioni interessanti sui temi dello smart working, startup e comunicazione digital.

Ho appena iniziato ad avventurarmi nel mondo dello smart working che gli autori della guida descrivono in questo modo:

L’ambiente di lavoro si sta trasformando e, di conseguenza, sta mutando anche il modo in cui le persone comunicano. Sono finiti i giorni dello stare seduti tra le quattro mura dell’ufficio e dietro alle pareti divisorie, oggi i professionisti hanno esigenze diverse, a seconda del lavoro che svolgono, del luogo in cui si trovano e della propria personalità. I manager di tutti i settori merceologici devono affrontare decisioni difficili relative alla gestione smart delle proprie persone e delle loro potenzialità, allo scopo di costruire una forza lavoro più produttiva con collaboratori liberi di scegliere il posto migliore e il momento più adatto per lavorare nella maniera più efficace ed efficiente possibile. Questa non è fantascienza, si chiama Smart Working.

 

Il testo ti guida nell’avere una prima panoramica dei tre pilastri su cui è possibile progettare un intervento di smart working: Beahaviours, i comportamenti che dovranno assumere i lavoratori, l’insieme delle abitudini e della cultura aziendale che dovranno necessariamente cambiare; Bytes, la tecnologia che finalmente rende possibile un nuovo modo di lavorare; Bricks, ovvero i cambiamenti negli spazi fisici e in un nuovo modo di concepire l’ufficio.

Il tema, attualissimo e affascinante, merita di essere approfondito. Se hai dei testi da consigliarmi per proseguire nello studio ti prego di farlo nei commenti. Io intanto mi sono iscritta all’edizione fiorentina dello Smart Working Day il 5 giugno. Ci sarai?

 

“Di cosa scriviamo quando scriviamo di lavoro” di Annamaria Anelli

Una delle più recenti edizioni di Zandegù.

[In realtà, l’intera collana di ebook realizzati da Marianna e Marco meriterebbero un post a parte: ti consiglio di andare sul loro sito e di spulciare tra i titoli cercando quello che più si adatta alle tue esigenze del momento: ce n’è per tutti i gusti e in ogni caso, cadrai in piedi.

L’ebook di Annamaria è un piacevolissimo testo sul valore della scrittura professionale, che non deve necessariamente essere noiosa, asettica o, peggio, “fuffosa” (parole fatte e vuote che non dicono niente). Anche se parliamo di lavoro, possiamo (e dobbiamo) coinvolgere il nostro lettore e accompagnarlo, attraverso il testo, a scoprire il valore del nostro servizio e/o prodotto.

Per esempio, ecco quello che suggerisce Annamaria parlando di about page:

La strada è usare parole semplici, concrete, che tirino dentro chi legge e facciano vedere le persone con la loro fisicità, il loro gusto, il loro modo di essere. Ma è altrettanto importante spostarle sui bisogni dei clienti, in modo da rendere evidenti ed esplicite le relative soluzioni.

Annamaria Anelli

Un manuale utilissimo per riflettere sul nostro modo di scrivere.

 

Per oggi ho finito

 

Ma se hai libri da consigliarmi e vorresti leggere ogni tanto post di questo tipo fammelo sapere: nei commenti all’articolo, con un’email, su Facebook o un piccione viaggiatore!

Mi farebbe piacere ricevere i tuoi consigli e sapere che ne pensi 🙂

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