Organizzazione e app: cosa fare con Evernote | CHIARA BATTAGLIONI
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organizzare il lavoro con evernote

Organizzazione e app: cosa fare con Evernote

Organizzati. Lavora in modo migliore. Ricorda tutto.

Così si presenta Evernote, una delle più conosciute e, secondo me, valide app di produttività in circolazione.

Uso Evernote da tanti anni: è entrato presto a far parte del mio sistema di organizzazione quotidiana e non ne è mai uscito.

Con il tempo e la pratica ho personalizzato il modo in cui lo utilizzo per adattarlo alle mie esigenze. Credo infatti che uno dei suoi principali punti di forza sia la versatilità: lo puoi utilizzare in mille e uno modi. La community degli sviluppatori è molto attenta all’utilizzo che ne fanno gli utenti e propongono spesso aggiornamenti e miglioramenti alla piattaforma.

Prima di scoprire cosa fare con Evernote, facciamo un passo indietro e scopriamo meglio la piattaforma.


Evernote: gli elementi principali

 

Evernote può essere paragonato ad una libreria personalizzata: sugli scaffali ci sono tanti raccoglitori quante le materie che stai studiando. Ogni raccoglitore può contenere innumerevoli fogli relativi ai sottoargomenti di una stessa materia.

Funziona così.

Ti iscrivi e crei il tuo account personale. La registrazione è gratuita e la versione Basic contiene già tutte le funzionalità principali. La versione Premium, che costa 59,99€ all’anno, aggiunge funzionalità ancora più performanti, soprattutto per le aziende e i grandi team di lavoro. Onestamente, in tutti questi anni, ho conosciuto solo professionisti tranquillamente felici della loro versione gratuita. Io sono tra questi.

Una volta registrato hai accesso all’app da tutti i device: online, desktop, tablet, smartphone. Con sistema operativo iOs e/o Android.

Unico limite: nella versione gratuita, puoi associare ad uno stesso account solo 2 dispositivi. L’accesso online è sempre libero, ma puoi scaricare l’app solo su un computer e un tablet, non su computer, tablet e smartphone. Scegli quindi gli strumenti che pensi di utilzzare maggiormente.

La piattaforma si configura così: puoi creare quelli che Evernote chiama “taccuini”. Sono i raccoglitori ad anelle della tua libreria. Puoi riunire all’interno di “pile” o “stack” più taccuini di diverso argomento. Per esempio, sei un appassionato di cucina e ti piace raccogliere ricette dal web: avrai probabilmente una pila dal nome “Ricette” e dentro una serie di taccuini che si chiamano “Primi piatti”, “Dolci”, ecc.

All’interno dei taccuini ci sono le “note”: si tratta dei singoli fogli (note scritte, ritagli dal web, ecc.). Nell’esempio, le note saranno le singole ricette che intendi salvare, per es. “Crostata di mele”.

Fin qui facile vero?

 

Cosa puoi salvare all’interno di una nota

 

Le note possono essere di diverso tipo:

  • Appunti presi a mano da te
  • Ritagli di pagine web
  • Segnalibri, ovvero il vero e proprio link della pagina web
  • Versioni semplificate (ovvero pulite da tutti gli elementi di formattazione e impaginazione) di una pagina web.

 

Possono contenere:

  • Semplice testo
  • Immagini
  • Tabelle
  • Note audio registrate da te
  • File allegati
  • Link
  • Liste di cose da fare (che possono essere di volta in volta spuntate).

 

Insomma, un vero e proprio quaderno digitale in cui puoi inserire di tutto.

 

Impossibile perdere qualcosa: i tag

 

Il motivo per cui è praticamente impossibile perdere qualcosa in Evernote sono i tag, le etichette che puoi aggiungere ad ogni nota. Il bello è che ne puoi aggiungere quante desideri.

La tua “crostata di mele” potrà infatti essere segnalata da tutti i seguenti tag: “dolci”, “mela”, “piace ai bambini”, “vegetariano” e chi più ne ha più ne metta.

Sarà quindi molto facile ritrovare tutto quello che hai archiviato senza sforzi e velocemente.

Bello no?

 

Come utilizzo io Evernote

 

Per me Evernote è una vera e propria biblioteca di materiali di studio e di riferimento.

In particolare, utilizzo lo strumento per tre tipi di esigenze.

La prima, prendere appunti quando partecipo ad un corso o ad un evento.

Ho infatti un taccuino che si chiama “Corsi ed eventi” all’interno del quale salvo singole note che racchiudono tutti gli appunti che prendo in aula dal vivo. Uso i tag per segnalare i nomi dei docenti, i contenuti e gli argomenti trattati.

La seconda, prendere appunti dei libri che studio.

Mi piace prendere note e fare riassunti dei testi che leggo per lavoro e che trovo utili, per esempio, da proporre all’interno di un corso o da approfondire in un post del blog.

In questo caso, mi capita spesso di aggiungere alla parte di testo anche delle immagini di una mappa mentale degli argomenti del libro in oggetto.

La terza, per salvare i migliori articoli letti in rete.

In questo caso, trovo molto utile il Web Clipper, un widget che puoi scaricare e integrare al tuo browser di navigazione preferito, il quale ti permette di salvare, mentre navighi, articoli, siti e ritagli della pagina web. Basta un clic, aggiungi i tag, indichi il taccuino in cui salvare la nota e il gioco è fatto!

E tu? Hai mai utilizzato Evernote? In che modo?

Raccontacelo nei commenti. Mi piacerebbe condividere pratiche e usi diversi. 🙂

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