BLOG | CHIARA BATTAGLIONI
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perchè i buoni propositi falliscono

Buoni propositi per l’anno nuovo: i 3 errori da non commettere

A gennaio non si fa che parlare di buoni propositi per l’anno appena iniziato: perdere qualche chilo, eliminare una cattiva abitudine, ritagliare più tempo per lo studio e la formazione (il tradizionale buon proposito del freelance).

[Anche Spotify lo sa e prende la palla al balzo!]

buoni propositi

Ma lo sapevi che il 92% delle persone fallisce in questo intento?
Ciò significa che solo un ridottissimo 8% raggiunge con successo gli obiettivi che si era prefissato a inizio anno. Ma come mai?

Ecco i 3 errori da non commettere.

 

NON È COLPA MIA

La prima lezione la prendo in prestito dalla filosofia buddista:

Il Buddismo – in generale – insegna che la legge di causa ed effetto sottende il funzionamento di tutti i fenomeni. Pensieri, parole e azioni positive creano effetti positivi e portano alla felicità. D’altro canto pensieri, parole e azioni negative, ovvero tutto ciò che in qualche modo offende la dignità della vita, conducono all’infelicità. Questo – in estrema sintesi – è il principio generale del karma.

Fonte: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

 

Il primo responsabile delle tue azioni sei tu: un’azione può condurti al successo, un’altra ad abbandonare i tuoi buoni propositi.
Chiediti sempre qual è la scelta giusta e prova a percorrerla.
Non preoccuparti se lungo la strada ti accorgerai di aver sbagliato: ancora una volta il buddismo insegna che gli ostacoli nascondono sempre un’opportunità.
Nessuno ha partecipato al tuo ultimo corso in aula? Cerca di comprenderne i motivi, impara la lezione e migliora la tua proposta per il prossimo lancio.

 

NON RISULTATI MA AZIONI CONCRETE

Un buon proposito è spesso la replica di un vecchio desiderio non ancora avverato.
Per intenderci, il buon proposito di quest’anno probabilmente si era già manifestato l’anno scorso. Eppure, sei di nuovo qui a rinnovare il tuo impegno a fare meglio.

Focalizzarsi solo sul risultato, soprattutto se questo è “fumoso” (es. “voglio dimagrire”) o molto ambizioso (per es. “voglio dimagrire 10 chili”), ti porta fuori strada. Lo vedi lontano, difficile e faticoso da raggiungere e lo sconforto fa presto a mettere i bastoni tra le ruote alla tua impresa.

Diverso è se ti concentri sulle azioni che ti possono condurre a quel risultato.
Io, per esempio, vorrei avere più tempo per lo studio e l’aggiornamento, ma spesso gli impegni quotidiani mi inducono a procrastinare questo lavoro (molto importante, ma del quale non avverto l’immediata urgenza).
Se invece di dire “voglio avere più tempo per lo studio”, individuo l’azione che mi può condurre a questo risultato, per es. “dedicare due ore a settimana allo studio di un nuovo libro” sarà molto più semplice pianificare questa attività come un qualsiasi altro lavoro nella mia settimana.

 

TUTTO E SUBITO!

Hai presente il detto “Roma non è stata costruita in un giorno”? Perché allora tu dovresti imparare a dipingere in un solo anno?

Coltiva la pazienza e ricorda che per cambiare un’abitudine ci vogliono almeno 21 giorni.
Scomponi il tuo obiettivo in tante piccole azioni concrete ed eseguile una alla volta. Delle volte pianificare non basta: è il momento di agire!
Raggiungere l’obiettivo finale ti risulterà molto più semplice.

 

Fra i tuoi buoni propositi per il 2018, c’è anche quello di essere più organizzato? Scrivimi e scopri come posso esserti d’aiuto. Buon anno!

come organizzare lo smartphone

Organizzare lo smartphone: come, quando e perché

Penso che ogni tanto organizzare lo smartphone sia una vera e propria necessità.

È uno strumento che utilizzo moltissimo, dal quale arrivano così tante informazioni da smistare, che ogni tanto sento il bisogno di prendermi un po’ di tempo e dedicarmi al riordino e alla pulizia delle informazioni digitali che contiene.

Se anche tu percepisci a volte questa esigenza, allora continua a leggere. 😉

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metodo ABC per organizzare il lavoro quotidiano

Come organizzare il lavoro quotidiano con il metodo ABC

Spesso ci svegliamo la mattina senza la minima idea di come organizzare il lavoro quotidiano: le cose da fare sono tante e nuove richieste da clienti, colleghi e capi in agguato dietro l’angolo.

Come fare?

Oggi vorrei fare un salto indietro nel tempo e parlarti di un metodo che è stato formalizzato nel 1973 da Alan Lakein, esperto di time management, nel suo libro “How to get control of your time and your life”.

È un metodo che affronta la gestione delle priorità quotidiane e, proprio in virtù della sua semplicità, credo possa essere ancora utile, nonostante siano passati quasi 50 anni dalla sua prima pubblicazione.

Ti presento il metodo ABC.

 

Il metodo ABC: come funziona

Lo dice già il nome. Si tratta di un metodo molto semplice.

Consiste nell’assegnare ad ognuna delle attività nella nostra to-do-list un valore che va da A a C passando per B, secondo questo criterio:

  • A corrisponde a tutte le attività fondamentali, quelle che devono essere portate a termine ora, quelle sia urgenti che importanti (ricordi la matrice di Eisenhower?);
  • B corrisponde alle altre attività importanti ma che al momento sono meno urgenti e che possono quindi aspettare;
  • C corrisponde alle attività non fondamentali rispetto alle tue priorità di oggi.

 

Ma esiste anche un secondo livello di lettura del metodo ABC:

  • A rappresenta tutto quello che dovresti fare oggi;
  • B rappresenta quello che dovresti fare entro una settimana;
  • C rappresenta quello che dovresti fare entro un mese.

 

E infine anche un terzo:

  • A sono tutti i “devo…”;
  • B sono tutti i “dovrei…”;
  • C sono tutte le altre attività “se resta tempo…”.

 

Esiste una lettura più giusta dell’altra? No. Solo quella che funziona per te.

Cosa invece conta davvero nel metodo ABC? Dal mio punto di vista, è il momento della riflessione: il passaggio attraverso il quale ti prendi un attimo per pensare al valore di ogni attività che vuoi portare a termine e ti interroghi sul suo significato profondo.

Purtroppo questo è un momento che molto spesso viene dimenticato e a cui non si dedica il giusto spazio: preso come sei dalle cose da fare, inizi a “macinare” lavoro senza fermarti a pensare se vale effettivamente la pena fare quello che stai facendo.

 

Come organizzare il lavoro quotidiano con una sola domanda

Che è questa:

“Qual è l’uso migliore che posso fare del mio tempo in questo esatto momento?”

Perché qui non si sta parlando di tempo (che poveretto non ti ha fatto nulla, non è che si riduce per farti dispetto), ma delle azioni che decidi di compiere all’interno del tempo che hai a disposizione.

Ecco perché, una volta stilata la tua personale classifica di A, B e C, Alan Lakein suggerisce di prendere tutte le B e chiedersi: quest’attività è importante e merita di stare tra le A oppure posso eliminarla, delegarla, posticiparla alla prossima settimana, insieme a tutte le altre C?

In questa ulteriore fase di passaggio, sarebbe utile anche ricordarsi del principio di Pareto che dice che l’80% dei nostri risultati dipende dal 20% dei nostri sforzi.

Riprendi quindi tutte le tue A e chiediti se queste attività rappresentano davvero un passo importante per raggiungere i risultati che ti sei prefissato. Qualora la risposta non sia un sonoro “sì” allora chiediti se vale davvero la pena che occupino tempo prezioso nella tua giornata.

Ricorda sempre:

Time = life.

Therefore, waste your time and waste your life, or master your time and master your life.*

Alan Lakein

 

*Tempo = Vita. Spreca il tuo tempo e spreca la tua vita, oppure padroneggia il tuo tempo e padroneggia la tua vita.

 

Buona settimana!

 

[LO SAPEVI CHE…]

…mi occupo anche di formazione in azienda? Oggi e mercoledì prossimo sarò in aula per UPROI Associazione Professionisti Immobiliari per parlare di gestione delle email e archiviazione. Lavori in azienda o collabori con altre persone e ti piacerebbe proporre un corso di organizzazione personale? Scrivimi per avere informazioni a ciao@chiarabattaglioni.it

 

organizzare il lavoro se hai tanti clienti

Con un Professional Organizer puoi gestire più clienti in contemporanea

Ti sei mai chiesto cosa potrebbe fare per te un Professional Organizer?

In cosa un professionista dell’organizzazione potrebbe aiutarti? Nel rivedere l’organizzazione degli spazi di casa e di lavoro riducendo il superfluo? Nella gestione del tempo? Nell’ottimizzare il flusso di lavoro e aumentare la tua produttività?

Da oggi il blog ospiterà una serie di brevi racconti degli interventi realizzati con i miei clienti, freelance e non solo. Si chiamerà “Con un Professional Organizer puoi”.

Se anche tu che leggi hai lavorato con un P.O. e vuoi raccontare la tua esperienza sui social con una testimonianza o con una foto, usa l’hashtag #conunpopuoi per farti trovare.

Ecco la prima storia.

 

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Supera il tuo perfezionismo con la tecnica del satisficing

Sono perfezionista: supera il blocco con la tecnica del satisficing

Sono perfezionista.

Se avessi dovuto descrivermi un paio di anni fa, sicuramente avrei scelto questa parola.

Ora sono orgogliosa di dire: ero perfezionista.

Perché ho imparato, non solo, che fatto è meglio che perfetto, ma anche che “fatto” è proprio una gran bella soddisfazione. Vedere i frutti del mio lavoro è decisamente più emozionante che stare lì a spulciarne i difetti.

E così ho condiviso con alcuni dei miei clienti le lezioni imparate dall’esperienza per affrontare questo scoglio che è il perfezionismo.

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Tutto sotto controllo

Tutto sotto controllo: 6 liste anti-ansia per il tuo lavoro

Una delle richieste che mi viene fatta più spesso dai miei clienti è quella di vedere come organizzo le mie liste di cose da fare.

Al di là delle caratteristiche personali di ognuno di noi, che definiscono anche i nostri strumenti di lavoro, credo ci siano alcune tipologie di liste che si potrebbero applicare a tutti.

Ecco le 6 liste che puoi impostare da subito per riprendere il controllo del tuo lavoro.

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